e la sua patria, di tutto un po’.

Arrivando a Genova vedrai una citta' regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare ...

Francesco Petrarca (1358), Itinerarium breve de Ianua ad Ierusalem

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sabato 30 agosto 2014

I PALAZZI DEI ROLLI

Vi riporto un articolo  di CAMILLA TALFANI  pubblicato sulla "rivista siti unesco"


I Palazzi dei Rolli

Le regge della gloriosa Repubblica di Genova
Camilla Talfani



I Palazzi dei Rolli

All’inizio del 1500 Genova pose le fondamenta economiche e istituzionali di una fortuna e di un prestigio destinati a durare fino alla fine del 1700. Nel corso di questi secoli, la città ebbe un importante ruolo economico e politico nella politica internazionale del tempo. Testimoni dello splendore che la potenza della Repubblica Genovese raggiunse in quel periodo sono le tante dimore dell’aristocrazia cittadina erette nel Centro intorno alla Strada Nuova, ora via Garibaldi. Quarantadue palazzi, costruiti tra il Cinquecento e il Seicento dalle famiglie genovesi più importanti, dal 2006 sono entrati ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Questi edifici, ammirati, disegnati e portati ad esempio presso le maggiori corti europee da Pietro Paolo Rubens, erano denominati dei Rolli ovvero delle liste dei palazzi e delle dimore eccellenti delle famiglie nobili, destinati, attraverso un sorteggio pubblico, ad ospitare le alte personalità in visita di Stato. Ogni rollo era suddiviso in tre bussoli, a seconda dell’importanza: il primo per cardinali, principi e vicerè; il secondo per feudatari e governatori; il terzo per nobili di grado inferiore e ambasciatori. Molti palazzi sono concentrati nella famosa Strada Nuova o via Aurea e stupiscono per la grandiosità e la serie incredibile di opere che contengono. L’appartenenza ai diversi bussoli e lo slittamento tra l’uno e l’altro non sono quindi riferiti solamente alla maggiore o minore rilevanza della tipologia architettonica dei palazzi, ma anche alle migliorie nel frattempo realizzate, ad esempio per ciò che riguarda la decorazione e l’arredo degli ambienti interni e alla situazione socio-economica della famiglia proprietaria, legata alle vicende alterne della sua fortuna economica. I quarantadue edifici iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale rappresentano uno spaccato significativo del sistema dei palazzi dei Rolli sia dal punto di vista architettonico che dal punto di vista urbanistico. Sistema, che si inserisce nell’insediamento medioevale con una lottizzazione nobiliare unitaria di nuovo impianto, dando luogo ad una nuova gerarchizzazione della città medioevale. I palazzi, generalmente alti tre o quattro piani, sono caratterizzati da spettacolari scaloni, cortili e logge che si affacciano su giardini, costruiti su diversi livelli in uno spazio relativamente ristretto. Essi offrono una straordinaria varietà di soluzioni architettoniche differenti, adattandosi alle caratteristiche del terreno su cui sorgono e alle esigenze di una specifica organizzazione sociale ed economica. A differenza degli edifici costruiti nel Cinquecento, dalla Firenze tardo medievale a Roma, Vicenza e Venezia, i palazzi di città e di villa genovesi si sono conservati più numerosi oltre l’epoca industriale, perché le classi aristocratiche genovesi, per mantenere inalterata più a lungo possibile la potenza economica della famiglia, hanno utilizzato la pratica del fedecommesso di primogenitura in funzione fino alla fine della rivoluzione francese e all’introduzione del codice napoleonico.
I palazzi genovesi presentano modelli architettonici singolari, condizionati sia dalle caratteristiche del luogo in cui sono costruiti sia da una committenza con grandi pretese d’innovazione, servita in più da maestranze notoriamente pendolari, i magistri antelami, scultori ed architetti assieme. Il sistema atrio-cortile-scalone loggiato che spesso si apre sul giardino retrostante, oltre che la sontuosità dei saloni esterni e la presenza di affreschi e stucchi per impreziosire la facciata, danno vita ad un ambiente urbano unitario e sontuoso, quasi un salotto all’aperto. La modernità e la funzionalità residenziale dei palazzi più prestigiosi, concentrati in gran parte in Strada Nuova, sorprese a tal punto Rubens da indurlo a raccogliere i disegni che circolavano in città e a pubblicarli quasi come un manuale per i suoi concittadini di Anversa, descrivendo ogni novità funzionale e di comfort. Ed è proprio questa urbanistica innovativa che ha permesso a Genova di inserirsi a pieno titolo nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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